21/07/2010

Comunicato Stampa del 21 luglio 2010 - Emessa la sentenza per gli autori delle occupazioni abusive a Milano

La sentenza di primo grado emessa dal GUP Ghinetti, nei confronti di Giovanna Pesco ed Anna Cardinale, per associazione a delinquere finalizzata all'occupazione abusiva, è una sentenza storica per la città di Milano.
È stato dimostrato per la prima volta che esiste il racket delle occupazioni abusive.

Sgominato il racket degli alloggi a Quarto Oggiaro grazie alle denunce dell'Associazione Sos Racket e Usura.Ci sono voluti trent'anni per scoperchiare questo vaso di Pandora, grazie, solo ed esclusivamente, alle centinaia di denunce raccolte dall'Associazione SOS Racket e Usura, che continua a riceverne da tutti i quartieri di edilizia popolare della città di Milano.
Adesso tutta la politica milanese faccia un passo indietro e chieda pubblicamente scusa a tutti i cinquecentomila residenti che vivono in novantamila alloggi popolari, politica che a causa del suo assordante silenzio, ha contribuito ad "alimentare il racket degli alloggi popolari".
L'Associazione SOS Racket e Usura sta chiedendo inutilmente da undici mesi che venga aperta una commisione di inchiesta comunale, affinchè verifichi le responsabilità politiche di chi ha permesso che la criminalità organizzata si insediasse, sostituendosi di fatto allo stato, gestendo in totale impunità, gli alloggi di edilizia popolare.
Siamo anche esterefatti che "l'opposizione", che siede nei banchi del Consiglio comunale milanese, a tutt'ora, non abbia preso una posizione politica compatta ed unanime nell'appoggiare la nostra richiesta dell'apertura di una commissione inchiesta comunale.
È vero che vent'anni di giunta milanese di centro-destra, appaiono come la causa principale, di chi, ignorando migliaia di segnalazioni giunte da tutti i quartieri popolari della nostra città, non abbia mai segnalato, ad alcun tipo di Autorità giudiziaria, gli esposti firmati che hanno ricevuto, ma è anche vero che tutte le forze politiche di opposizione di questa città sapevano ed hanno taciuto.
Lo sapeva il SUNIA, il comitato inquilini, il Partito Democratico e la C.G.I.L, ma non hanno fatto niente, come niente fanno adesso, quando nei nostri presidi nei quartieri popolari, dove veniamo continuamente minacciati ed insultati, lanciando inutili appelli alla loro presenza, ci snobbano ed ignorano, alimentando di fatto quella solitudine istituzionale da cui la nostra associazione è circondata.
Per fortuna, solo la presenza continua e costante dell'Italia dei Valori che con i loro consiglieri di zona, comunali, provinciale e regionali, appoggiano la nostra battaglia sulla legalità nei quartieri, dimostrano la vera essenza di chi è al fianco, dei più deboli.

Ieri, dopo la sentenza, si è ripetuto da parte degli imputati, lo squallido teatrino fatto di insulti e minacce nei nostri confronti, teatrino che puntualmente si ripete, ogni volta che entriamo nei quartieri popolari, che ci vede costretti sin da ora, in tutte le iniziative pubbliche di cui saremo promotori, a richiedere una scorta civica. Come a Reggio Calabria, a Napoli e a Palermo.
Chiediamoci perché tutta la politica milanese ha taciuto in questi trent'anni, e solo ora sembra risvegliarsi dal torpore: forse perché è iniziata la campagna elettorale e quei cinquecentomila residenti significano da sempre solo dei voti, come a Scampia, allo Zen, al Brancaccio.

Ci auguriamo che quanto da noi scritto diventi un serio motivo di riflessione politica ed autocritica e che tutti lavorino insieme per il bene comune della nostra città, sperando che non passino ancora trent'anni.

Milano 21 luglio 2010

Frediano Manzi
Presidente Associazione SOS Racket e Usura

 

 


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19/07/2010

Io e la 'ndrangheta, racconto esclusivo sui padrini che comandano in Lombardia

A una settimana dal maxi blitz contro le cosche, ilfattoquotidiano.it propone una clamorosa video-inchiesta sulla presenza dei padrini al Nord

 

Questa è la storia di cinquecento cristiani. Questa è la storia della 'ndrangheta in Lombardia. E' il passato prossimo e soprattutto il futuro della mafia più potente e ricca del mondo che a Milano è cresciuta e ha messo radici aggredendo con i propri tentacoli paesi e province. Venti gruppi criminali disseminati per l'intero territtorio lombardo. Ogni paese un capo locale, sotto di lui un piccolo esercito di luogotenenti, killer e trafficanti. In cima il big boss e una camera di regia per gestire gli affari e mediare i rapporti con i politici. Locali e non solo. Circa 130 comuni controllati solo nella zona del Pavese. Un catino enorme di voti e preferenze. Da barattere in cambio di appalti, protezioni, favori. Il tutto con l'assenso della classe dirigente lombarda, politica e imprenditoriale.


Un quadro a tinte foschissime raccontato fotogramma dopo fotogramma in questa clamorosa video-inchiesta. Spartizione del territorio, summit di mafia tra carciofi e melanzane, business, relazioni istituzionali. Tutto scorre nelle parole di un imprenditore che per anni ha vissuto fianco a fianco con i boss fino a diventarne vittima sacrificale e sacrificabile.

Ecco, allora, gli orti di Quarto Oggiaro, fortino blindatisismo dove "i compari" si siedono a tavola per discutere. E tra una mangiata e l'altra, si organizzano omicidi e spedizioni punitve. Qui si ritrova la macelleria mafiosa. Qui ci siamo stati e abbiamo filmato.

Sopra i gregari ci sono i boss. E tra i capi spunta il nome di Vincenzo Mandalari, capo di Bollate e membro, con Carmelo Novella, del direttivo Lombardo. Talmente potente da permettersi di organizzare una lista elettorale per far cadere un sindaco scomodo e non gradito. E con lui Rocco Ascone, il fidato bracciodestro che gestisce l'affare delle cave e del traffico di rifiuti tossici. Anche qui siamo andati e abbiamo filmato. Anche grazie all'aiuto di Frediano Manzi, presidente dell'associazione Sos Racket e usura.

E poi c'è la grande torta del movimento terra che assieme ricicla denaro, né fa guadagnare di pulito e controlla il territorio attraverso i cantieri. L'edilizia, infatti, non solo è la porta per gli appalti delle grandi opere pubbliche, ma è anche la chiave per entrare nelle stanze della politica.

Politica che da qui ai prossimi anni si chiama Expo 2015. Ed è qui che questa storia criminale con morti ammazzati e fatti sparire, si trasforma in una storia di prestanome e colletti bianchi. Avvocati, ad esempio, che hanno ricevuto l'incarico di raccogliere e distribuire i lavori, di contare e chiamare a rapporto qelle persone "avvicinabili" che in cambio di una percentuale si mettono alla testa di imprese pulite solo in apparenza.

Questi i fatti. Per le opinioni bisogna chiedere ai politici lombardi. Che però a quasi una settimana dal maxi blitz tra Lombardia e Calabria, non parlano e si chiudono dietro a un silenzio che puzza molto di omertà

Autori: Lorenzo Galeazzi e Davide Milosa - Il Fatto Quotidiano

Fonte: IL FATTO QUOTIDIANO

Il video è stato realizzato grazie alla collaborazione dell'Associazione Sos Rachet e Usura


Scarica l'Ordinanza di applicazione di misura coercitiva in formato PDF©

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14/06/2010

APPELLO URGENTE - Raccolta di firme per chiedere la chiusura del bar della vergogna di via Padre Luigi Monti

Martedì 15 Giugno 2010 dalle ore 10.00 alle ore 19.00, l'Associazione SOS Racket e Usura sarà presente a Milano, con dei propri volontari, in via Padre Luigi Monti angolo viale Suzzani, dove inizierà una raccolta di almeno 1000 firme in cui si chiede la chiusura immediata dell'unico bar presente in via Padre Luigi Monti.
Le firme saranno consegnate al questore di Milano, al prefetto di Milano, al sindaco di Milano ed all'ASL di competenza.




Questa raccolta di firme ci è stata richiesta dagli abitanti di tutte le vie adiacenti la via Padre Luigi Monti.

APPELLO URGENTE - Raccolta di firme per chiedere la chiusura del bar della vergogna di via Padre Luigi MontiLo scopo dell'Associazione è quello di fare chiudere immediatamente - per motivi di ordine pubblico e per totale assenza di norme igienico-sanitarie - il bar covo di pluripregiudicati e spacciatori.

Numerosi sono gli episodi gravi che vi si sono verificati in questi ultimi mesi come la sparatoria avvenuta circa un mese fa e la rissa tra cinquanta extracomunitari di nazionalità rom fuori e all'interno del bar.
Facciamo anche notare che il bagno del bar è usato come doccia pubblica da decine di rom che occupano abusivamente i sottotetti degli stabili di via Padre Luigi Monti, ed è stato, per anni, l'ufficio del clan Pesco-Priolo-Cardinale, che ai suoi tavolini, trattavano la vendita di alloggi di proprietà del Comune di Milano dietro compenso in danaro.

Negli ultimi mesi numerosi abitanti residenti nella via vengono continuamente insultati e minacciati quando passano dinanzi al bar.

Per questi gravi motivi più volte ci siamo rivolti ai vari esponenti politici che venivano ai nostri presidi affinché si adoperassero verso tutte le istituzioni competenti per far chiudere questo bar della vergogna, e dobbiamo purtroppo constatare che nulla sinora è stato fatto.
Abbiamo ricevuto in questi mesi centinaia di richieste da parte dei residenti delle vie limitrofe affinché ci adoperassimo noi, come Associazione, per fare cessare questo scandalo.

Ecco il perché della raccolta di firme.
Sappiamo che sarà un presidio molto difficile, visto che ogni volta che ci rechiamo nella via Padre Luigi Monti veniamo continuamente insultati e minacciati anche dinanzi alle Forze dell'Ordine proprio da quei soggetti pluripregiudicati che sostano nel bar della vergogna.
È ovvio che non saranno contenti di quello che Martedì inizieremo a fare.

Rivolgiamo quindi l'appello a tutti gli organi di informazione di divulgare questa notizia affinché anche da altre zone di Milano tutti possano venire a firmare al nostro presidio.


Milano 13 Giugno 2010
Frediano Manzi
Presidente Associazione SOS Racket e Usura.

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13/06/2010

Ciao Guido, eroe della vita, vittima della mafia, vittima dello Stato che tante volte ti ha lasciato solo, arrivederci Guido amico mio

Se n'è andato un eroe dei nostri giorni, stroncato da un infarto che il suo grande cuore non reggeva più, quel suo cuore che tante volte si agitava dalla paura, dalle tantissime intimidazioni che i mafiosi senza Dio, molte volte gli hanno fatto.

 

Se n'è andato un uomo perbene, un uomo coraggioso, se n'è andato in silenzio e con  tantissima dignità, Guido Gallo Stampino

era amico mio.

Ciao Guido, eroe della vita, vittima della mafia, vittima dello Stato che tante volte ti ha lasciato solo, arrivederci Guido amico mioIeri quando Paolo Bocedi mi ha dato la tragica notizia, non volevo crederci, pareva uno scherzo, ma Paolo piangeva ed allora ho capito e ho pianto anch'io. Frediano - mi ha detto Paolo - ora siamo rimasti orfani.

Ed è vero, perchè Guido per noi era un papà, quante volte mi ha confortato nei miei momenti più duri, quando volevo mollare tutto, quando sfiancato dalla solitudine e dai silenzi volevo abbandonare, quando una volta volevo morire.

Dodici anni fa avevo deciso di farla finita, era un periodo buio, una pagina tristissima della mia vita che non ho mai raccontato, solo Paolo sa di questa verità. Guido mi chiamava tutti i giorni, aveva intuito il mio stato d'animo devastato dai silenzi e dalla solitudine, dalla triste vicenda di mio fratello. Guido temeva e si preoccupava per me, era lui a sostenermi ad incoraggiarmi, lui da vittima della mafia sosteneva me. Questo fa la differenza, questo fa di Guido un eroe dei nostri tempi.

Quel giorno non gli risposi al telefono e lui capì, partì da Cerro Maggiore e venne a casa mia, mollò il tutto e venne da me ed arrivarono i soccorsi. Ecco chi era Guido, che aveva sempre una parola di conforto per tutti, e così iniziò a collaborare con la mia Associazione e dopo con quella di Paolo.
Voi mafiosi senza Dio ce l'avete sulla coscienza. Tu Francesco Sergi, con i tuoi cognati, i fratelli Zavattieri, siete i responsabili. Voi animali che con le minacce, intimidazioni e botte lo avete ucciso.
Guido divenne un uomo fallito, a causa di quella burocrazia che non gli fece avere per tempo i fondi a cui aveva diritto di accedere. Subì anche l'onta del fallimento per colpa dello Stato, di quello stato che lo aveva lasciato solo, come migliaia di altri. Guido lascia due figli e sua moglie Lina che sempre lo ha sostenuto a cui mando tutto il mio affetto.

Quando ci siamo sentiti pochi giorni fa, mi ha detto, Frediano fai attenzione sei  troppo esposto, pensa ai tuoi figli ma ti prego non mollare, vai avanti c'e' tanto bisogno di te e di Paolo, dovete aiutarne tanti, più che potete, ci vediamo presto. Come ultimo atto di amore Guido ha donato le sue cornee.
Ciao Guido amico mio, mi mancherai, ci mancheranno le tue battute, le tue risate, il tuo sorriso, ciao Guido amico mio.

Frediano Manzi
Presidente Associazione SOS Racket e Usura

Un giorno di molti anni fa, Guido subisce un furto, poi un altro. Per tanto si ritrova senza soldi, si reca in banca: direttore... ma che direttore! Il solito direttore senz'anima e senza cervello, non si rende disponibile come al solito in questi casi. Guido allora con la morte nel cuore cerca un "amico"... che lo possa aiutare e lo trova.

Quanto le serve? 100 milioni... non c'è problema ci pensiamo noi.
100... poi 300... poi gli interessi... poi ancora rinnovi...
Guido non dorme più, è disperato, e in più i fratelli Zavattieri /Sergi "pura" Ndrangheta trapiantata al nord Italia, vanno sempre più spesso in negozio a prendere gli interessi sempre più insopportabili.

Alla fine del '94 Guido si ritrova con un debito lievitato ad 800 milioni di lire!
Loro incominciano a minacciarlo, e alla fine Guido disperato e psicologicamente provato, deve "cedere come anticipo" il negozio di San Vittore Olona.

Nelle settimane a seguire Guido è sempre pensieroso e triste. Il telefono suona in continuazione e i mafiosi naturalmente non lo perdono di vista.
Un giorno questi "bastardi" arrivano in negozio urlando a lui e alla moglie: dacci indietro i soldi altrimenti pagheranno i tuoi figli. Addirittura picchiano Lina (la moglie). Guido cerca disperatamente di difendere quella donna esile ed indifesa che coraggiosamente urla tutta la sua rabbia.
La notte Guido e Lina piangono, si abbracciano, sono soli con la disperazione nel cuore, e non sanno cosa fare.

Poi la mattina come è classico nella maggior parte dei casi (la donna ha più coraggio dell'uomo) Lina, di nascosto al marito, si reca dai Carabinieri a fare la denuncia.
Lina fa la cosa giusta, vengono subito individuati i criminali fiancheggiatori e i mandanti, ivi compresi i capimafia.
Arriva il processo con "S.o.s Italia Libera" al fianco di Guido. Il capomafia con tre ergastoli, in videoconferenza dal carcere di Novara, minaccia ancora una volta Guido di morte. Alla fine vengono tutti condannati a pene detentive, mentre Guido viene riconosciuto vittima e accede al fondo di solidarietà per le vittime del racket. Ma ahimè il suo negozio viene venduto all'asta per i debiti contratti.

Guido con il contributo dello Stato riapre un altro negozio a Busto Arsizio, ma una mattina gli mettono una testa di maiale mozzata con all'interno del tritolo, poi una serie di telefonate e minacce. Guido non molla apre un altro negozio in un altro paese, ma poi viene sequestrato, minacciato con una pistola imbavagliato, e legato al sedile della macchina fino quasi a soffocarlo.
I Carabinieri che casualmente passano in quella zona isolata lo individuano e lo liberano strappando a "morsi" il nastro adesivo che lo soffoca.
La sua è una vicenda infinita, impastata di terrore e coraggio, quello di denunciare i mafiosi, di vederli condannati e di continuare a resistere in prima linea, dietro la scrivania dell'Associazione nazionale antiracket e usura Sos Italia Libera di cui era vicepresidente. "Denunciare - diceva - è l'unica cosa da fare, non c'è altra strada".

Guido Gallo Stampino, vittima della mafia, è morto la notte scorsa, stroncato da un infarto dopo un'operazione per sostituire i suoi quattro bypass.

00:35 Scritto da: sosracketusura in In prima linea | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | Tag: guido, gallo, stampino | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook

21/05/2010

Sgominato il racket degli alloggi a Quarto Oggiaro grazie alle denunce dell'Associazione Sos Racket e Usura.

Piazzetta Capuana a Quarto OggiaroSesso in cambio di case oltre alla richiesta di soldi.
IL COMUNE SPIEGHI PUBBLICAMENTE COME HA FATTO A NON ACCORGERSI CHE UN ISPETTORE DELLA GEFI (SOCIETÀ CHE GESTIVA PER IL COMUNE DI MILANO IL PATRIMONIO COMUNALE) ABBIA VENDUTO 200 ALLOGGI


Chi controllava il controllore?

Marco Vignani, capo ispettore della Gefi era conosciutissimo a quarto oggiaro. Chiunque voleva un alloggio si doveva rivolgere a lui.

Marco Vignani offriva un pacchetto completo, chiavi in mano infatti, sono poche le porte di appartamenti sfondate a Quarto Oggiaro... Lui consegnava direttamente le chiavi dell'appartamento.
Ovviamente non lo faceva gratis, chiedeva tra i 1000 e 2500 euro in base alla grandezza dell'appartamento, e non si accontentava solo di quello, chiedeva anche prestazioni sessuali, oltre a fornire la garanzia che gli abusivi non sarebbero stati sgomberati.

Nel quartiere tutti lo conoscevano e tutti si sono rivolti a lui per avere un appartamento, ma Marco Vignani non era solo, aveva un'organizzazione criminale a cui si appoggiava. Il capo era Gaetano Camassa potente boss del quartiere legato alle famiglie dei Tatone e dei Carvelli i re della droga di Quarto Oggiaro.
Ma Gaetano Camassa non è solo un boss, è anche l'uomo che da anni a Quarto Oggiaro si è occupato attivamente della campagna elettorale del vice sindaco di Milano, Riccardo De Corato.
Sono stati arrestati anche i due custodi dei civici 18 e 20 della via Pascarella anche loro membri dell'organizzazione criminale.

L'Associazione S.O.S Racket e Usura vuole far notare che, dopo le dichiarazione propagandistiche e di merito che si sono assunti per questa operazione il nostro vice sindaco, il presidente dell'ALER, Loris Zaffra e l'assessore alla casa Giovanni Verga, solo l'impegno della nostra Associazione ha portato fisicamente cinque persone a denunciare fatti gravi che hano fatto aprire l'inchiesta conclusasi con gli arresti di oggi.

A questo punto poniamo alcune domande al vice sindaco De Corato:
- Lei si sente ancora di affermare che il fenomeno del racket degli alloggi a Milano è ancora inesistente? è frutto di fandonie della nostra associazione?
- Perché il Comune di Milano non revoca la licenza al bar latteria di via Padre Luigi Monti gestito da pluripregiudicati, covo di spacciatori,teatro di scene di far west negli ultimi giorni?

Al presidente dell'ALER Loris Zaffra poniamo due domande:
- E' a conoscenza che il clan Pesco,Priolo, Cardinale in via padre Luigi Monti dispone ancora di venti alloggi? perche' non andate a sgomberarli?
- E' a conoscenza del fatto che in via Ciriè l'amministratore degli stabili da voi gestiti sia lo studio De Luca, il il cui titolare è marito della sig.ra Anna Bubbico del Suo ufficio di presidenza?
E' a conoscenza che in via Ciriè da quindici anni un'organizzazione criminale pugliese gestisce con metodi mafiosi il quartiere amministrato dallo studio De Luca, senza che quest'ultimo abbia mai fatto una segnalazine all'Autorità giudiziaria?
E' a conoscenza che questi pluripregiudicati abusivi in via Cirie' hanno venduto settanta alloggi?

A Quarto Oggiaro per la prima volta  si è potuta dimostrare la commistione  tra la criminalitatà organizzata e le istituzioni.
L'Associazione S.O.S Racket e Usura ritiene che sia giunto il momento in cui il vice sindaco di Milano Riccardo De Corato ed il presidente dell'ALER Loris Zaffra debbano dare una spiegazione pubblica e sopratutto politica, assumendosi le proprie responsabilità ed avendo il coraggio di ammettere l'esistenza del racket degli alloggi a Milano.


L'Associazione SOS Racket e Usura rivolge le proprie congratulazioni ed un sentito ringraziamento al Commissariato di Quarto Oggiaro, agli uomini della Squadra Mobile ed al dott. Sangermano, procuratore della Repubblica di Milano.

Milano 21 Maggio 2010
Frediano Manzi
Presidente associazione sos racket ed usura

http://www.sos-racket-usura.org/index.asp?pagina=newsart&...

 

00:48 Scritto da: sosracketusura in In prima linea | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: racket, case, popolari, milano, sos, usura, frediano, manzi | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook